I nostri progetti, le nostre iniziative
Gli Arolsen Archives nei canali social
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Wie konnten Zehntausende KZ-Häftlinge von vergleichsweise wenigen SS-Leuten bewacht werden? Die Nazis schufen dafür ein perfides System: Sogenannte Funktionshäftlinge setzen …
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@arolsenarchives Im Juli 1944 bewachen 6.000 Wachleute im KZ Buchenwald 67.000 Häftlinge. Wie soll das funktionieren? Die Nazis schaffen dafür …
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Im Juli 1944 1944 bewachen 6.000 Wachleute im KZ Buchenwald 67.000 Häftlinge. Wie soll das funktionieren? Die Nazis schaffen dafür …
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For a long time, Ilana (Greenberg) Kraus and her brother Alan Greenberg did not know that their father had been …
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Ilana (Greenberg) Kraus und ihr Bruder Alan Greenberg wussten lange Zeit nicht, dass ihr Vater früher schon einmal verheiratet gewesen …
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@arolsenarchives Die Arolsen Archives verwahren noch rund 2.000 sogenannte Effekten. Das sind persönliche Gegenstände von Menschen, die von den Nazis …
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Als die Nationalsozialisten Warwara Zensura verhaften, trägt sie eine Blumenbrosche bei sich. Vielleicht kein teures Schmuckstück, aber womöglich das Einzige, …
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Die Arolsen Archives verwahren noch rund 2.000 sogenannte Effekten. Das sind persönliche Gegenstände von Menschen, die von den Nazis verhaftet …
Domande frequenti
Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, gli Alleati dovettero affrontare sfide umanitarie senza precedenti. Il “Servizio Internazionale di Rintracciamento” (International Tracing Service, ora Arolsen Archives), fondato nel 1948, divenne in tale contesto un attore chiave nel ruolo di mediatore. Da anni l’organizzazione documenta i crimini nazisti, fa luce sulle sorti delle persone perseguitate, fornisce certezze ai familiari, riunisce famiglie e sostiene i sopravvissuti nell’affermare il loro diritto al risarcimento. Grazie a questo lavoro è stato il più grande archivio a livello mondiale sulle vittime e i sopravvissuti del regime nazionalsocialista.
A vari decenni dalla loro fondazione, gli Arolsen Archives operano come organizzazione internazionale che si batte per l’educazione, la fiducia e la riconciliazione postbellica. Uno dei primi direttori li definì nel 1952 una “vetrina della democrazia”. L’elaborazione del passato ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo dell’ordine di pace europeo.
Ad oggi, sono decine di migliaia le persone di tutto il mondo che inviano quesiti e richieste agli Arolsen Archives. La collezione è parte del Patrimonio documentario mondiale dell’UNESCO e costituisce un’importante fonte di conoscenza per la società. Con l’archivio online accessibile dal mondo intero, i progetti digitali e i programmi educativi interattivi, gli Arolsen Archives si impegnano a favore di una moderna cultura della memoria, puntando a trasmettere alle nuove generazioni l’importanza del rispetto, della diversità e della democrazia.
Chiunque cerchi informazioni sulle vittime del nazionalsocialismo, sugli ex detenuti nei campi di concentramento, sui lavoratori forzati e sugli sfollati dopo il 1945. La Repubblica Federale Tedesca finanzia il nostro lavoro per consentire alle persone di rielaborare individualmente le persecuzioni naziste. Questo ci permette di effettuare ricerche a titolo gratuito per i sopravvissuti e i familiari delle vittime del nazismo e di cercare tracce e indizi che li aiutino a inquadrare e comprendere la loro storia familiare. A tale attività si aggiunge un’ampia offerta rivolta agli interessati operanti nel campo dell’istruzione, della ricerca e dell’archivistica.
Da maggio 2019 operiamo con il nuovo nome Arolsen Archives – Centro internazionale sulle persecuzioni naziste. Si tratta quindi della stessa istituzione, che ovviamente continua a occuparsi delle note attività. L’archivio è stato creato per documentare i crimini dei nazionalsocialisti e i destini delle vittime. L’evoluzione della società evidenzia più che mai l’importanza di suscitare interesse per mantenere viva la conoscenza dei crimini del regime nazista e della disumana ideologia che ne era alla base. Il nuovo nome e l’orientamento quale Centro Internazionale sulle persecuzioni naziste sono una logica conseguenza di tale ulteriore sviluppo. Rimane tuttavia la denominazione giuridica Servizio Internazionale di Tracciamento, cui fanno riferimento gli accordi internazionali stipulati con gli Stati membri.
